Cambiamenti di stato

Oggi non sto tanto bene , forse perché ieri ho bevuto mischiando i farmaci e poi vomitato la terapia , é tutto un circolo vizioso. Provo a scrivere qualcosa per tirarmi su di morale come facevo l’anno scorso quando passavo 12 ore nel letto di fila (se non lo rimembro a me stesso non sono contento ). La mia psicologa mi ha lasciato , ovvero cioè mica stavamo assieme ! Mi ha detto che secondo lei i motivi per cui non ero andato le volte scorse erano futili e che dovevo prendere una decisione a sto giro se volevo andare o no, perché altrimenti sarebbe giusto lasciare il posto a qualcun altro . Io sul momento ieri gli ho detto che per oggi c’ero , ma stavo tutto inquartato e impicciato dato dalla situazione del mix delle peripezie con qui mi inoltro a danneggiarmi il fisico a quasi 27 anni. Chissà se arriverò all’età del signore , in quel caso sarà una vittoria per me , no dai,sto scherzando cerco di essere ironico nella mia confusione mattutina mentre la badante di mio nonno mi parla di pisciate nel letto di un anziano di 89 anni che oramai sta per tirare le cuoia e mi dispiace un casino ma si vede che é alla frutta mio nonno..
Comunque tornando a me , domani ho un colloquio di lavoro e non si sa se sarà la volta buona o meno , anche se io ho uno sconforto addosso enorme per altri motivi , che poi sono gli stessi che mi portano a fare le cazzate con i farmaci , ma che non vi voglio spiegare . So solo che nell’appartamento fino a dove ero 5 giorni fa stavo peggio ma stavo meglio , qui sto meglio ma sto peggio . Cioè qui più comodità clima familiare apparentemente meno solitudine , ma li più indipendenza forse più faccia di ca**o a doversela cavare da solo , per andare a fare la spesa , cucinare , o comunque procurarsi cibo , fare il bucato e altri piccoli accorgimenti che nell’insieme ti davano quel senso della giornata forse . Intendo dire che quando te la devi cavare un po’ da solo hai meno da lamentarti perché c’è da fare , quando invece puoi appoggiare la testa sulle spalle di qualcuno ti adagi talmente tanto (almeno nel mio caso ) che diventi non più (in)dipendente , il contrario . Allora visto che non ho l’aiuto psicologico più della psicologa la scrittura potrebbe darmi una mano a formare questa resilienza . Ovvero imparare a gestirmi anche quando sei in una scia di comfort zone . Cioè se io ho il piatto pronto e i panni puliti devo imparare comunque a non cedere ad uno stato depressivo e fare cose per me stesso . Poi lavorerò anche sul mio senso di vuoto. Ma questa é un altra storia . É una love story con picchi di pendenza verso il basso e cadute brutte , é raschiare il fondo del barile per sentire e assaporare l’amaro di una medicina per non accorgersi di quel burrone abissale in cui non passa nemmeno un eco strozzato e non si sente tirare un filo di vento.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. auacollage ha detto:

    Ma scherzi? Ma non sei tu è la depressione o quel che ti sei messo addosso. la vita è breve amico mio, non farne una stucchevole estranea.

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    1. centroasociale ha detto:

      In che senso quello che mi sono messo addosso ?

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      1. auacollage ha detto:

        Scusa, per me la depressione è una qualcosa che inconsapevolemente ci mettiamo addosso.

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  2. LatteScaduto ha detto:

    Guarda, se io fossi a casa dei genitori e non dovessi nemmeno da andare al lavoro, PER FORZA SAREI DEPRESSO!
    Trovati un impegno, fai l’orto, scava una buca e poi coprila, fai sport, ecc.
    Vai a lavorare ANCHE GRATIS, a zappare o spaccare la legna, ma non stare tutto il giorno con l’uccello in mano ad aspettare che venga sera!

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